07 Agosto 2009

Racconto perché annoiato: Jimmy.

Non bisogna mai seguire i sogni che la notte ci invia. Si usa spesso l' espressione "ho sognato". Ma siamo davvero noi a creare tutti quei mondi onirici che durante il sonno ci entrano nella mente? Abbiamo davvero la grande arroganza di affermare che il nostro cervello mortale sia in grado di concepire da solo e senza aiuto una quantità tale di follie al limite dell' umano? Siamo così forti? Ho sempre creduto che ci fosse dell' altro. Magia, si potrebbe chiamare, visto che a noi uomini piace così tanto utilizzare questa parola per definire ciò che ci sfugge perchè semplicemente troppo grande da essere concepito. La storia di James Nemìso non fa che confermare la mia ipotesi, e farmi spesso rabbrividire.

Viveva da sempre con la madre, James. Persino al tempo del Passaggio, quando aveva quasi trent' anni. Non aveva mai avuto il coraggio di abbandonare la donna che gli aveva sempre dato tanto, senza peraltro che lui mai e poi mai riuscisse a comprenderla appieno.
Un uomo come tanti. Un uomo a cui piaceva dormire con tutte le luci spente.. anche per questo, il Bagliore gli faceva così tanto terrore. Accadeva la notte, alla destra del suo letto. È davvero incredibile come sia possibile che, ogni tanto, tutti i grandi stereotipi che il mondo mentale da noi creato si sgretolino proprio di fronte ai nostri occhi.. così per il Bagliore. Come può una luce che brilla nella notte più profonda entrarci nel cuore, e da lì cominciare ad urlare quanto sia profondamente malvagia, quanto sia sbagliata, e quanto ogni fibra di James volesse scappare ogni notte, quando il Bagliore lo veniva a prendere.
Non gli aveva mai fatto nulla, la strana luce che appariva alla destra del suo letto. Non un trauma fisico, non una delle cicatrici che tanto piace mostrare a coloro che sostengono di essere rapiti dagli alieni, non una sola visione terrificante che gli attraversasse la mente. Si limitava a chiamarlo, ogni notte. E ogni mattina James, sceso per la colazione, parlava del Bagliore a sua madre. Ma lei sembrava non starlo mai ad ascoltare, non gli rispondeva nemmeno. E allora il trentenne James Nemìso piangeva come un bambino, al tavolo della cucina, senza sapersi perdonare del fatto che era tanto stupido da non capire che cosa fosse la luce bianca. Probabilmente era perché era stupido, si diceva, poiché se lo avesse scoperto avrebbe smesso di provare tutta quell' angoscia che lo mangiava dentro come un cancro. Fior fiore di psicologi e antropologi ripetono che ciò che spaventa l' uomo altro non è che l' incognito, ciò che non conosciamo.
E allora una notte, proprio mentre la luce ballava la sua fastidiosa, penetrante danza, scacciando le buone tenebre che portavano solo sonno al povero James, l' uomo distrutto si alzò dal letto, piangendo ancora. Piangeva spesso, il povero, piccolo, trentenne James. Ma questa volta non si limitò a chiudere gli occhi. Camminando sui suoi piccoli, fragili piedi mortali non fece altro che entrare nel Bagliore, farsi mangiare dal bagliore, finché questi non divenne parte di lui e lui non aleggiasse nella luce che ferisce, nella luce cattiva, nella luce che gli teneva il cuore in una morsa e gli succhiava il sangue nelle vene pian piano, come un vampiro.
Ma non morì nella luce. Il Bagliore provò in ogni maniera di far perdere orientamento a James, ma egli continuò a camminare, fino a raggiungere il cuore della piccola luce. Oramai la sua stanza non esisteva più. Tutto quello che si scorgeva era una grossa sfera, un bozzolo fatto totalmente di luce, nel quale sembrava galleggiare, come se fosse immerso nell' acqua, un bambino. O forse era la luce che era racchiusa all' interno del corpicino esile, assieme a tutto l' universo ed altri ancora. Forse era il bambino ad essere colui che viene chiamato Dio. Oh, ma come lo sentiva, James, il rancore e la malvagità che proveniva dal nudo corpo! L' odio totale, indiscriminato, senza origine, senza destinazione, il freddo ultimo, l' omega dei mondi proveniva dagli occhi, che forse occhi non erano, del ragazzino.
Oramai James non provava più emozioni. Non era nemmeno più sicuro di esistere, era piu' Bagliore che uomo. Ma vide comunque che sul corpo del demone bianco, sul corpo del bambino c' erano undici cicatrici, una sotto l' altra, rosse come il sangue che avrebbe dovuto sgorgare, se il mondo avesse ancora obbedito alle sue leggi. E negli occhi del ragazzino c' erano altri undici occhi e undici galassie, ed ognuna di loro era l' immondo Bagliore, e nient' altro.
E fu allora, che il bambino stese la mano. James non riusciva nemmeno più a piangere, aveva notato solo ora che il ragazzino aveva i soffici capelli biondi e boccolosi che si potevano vedere sbocciare dalla sua  testa, quand' era piccolo.
E fu allora che il bambino chiamò James, chiedendogli di tornare finalmente a casa. James non riusciva nemmeno più ad esistere, aveva notato solo ora che il ragazzino aveva i suoi stessi occhi azzurri.
Le mani del piccolo uomo e del grande demone si strinsero, mentre il corpo imberbe di quest' ultimo brillava sempre di più. L' ultima parola che uscì dalla mente e dalle labbra di James prima di tornare finalmente a casa. fu il nome dell' Orrore: Jimmy. Il Bagliore che lo aveva sempre aspettato e lo aspetterà, difendendo la sua luce.

Quando i poliziotti, un mese dopo, fecero irruzione in casa di James Nemìso si trovarono davanti ad una scena che avrebbe distrutto le loro vite. Il corpo dell' uomo era tremendamente irriconoscibile, sventrato e spezzato. Ma non c' erano armi di alcun tipo nei dintorni, e il reperto della scientifica non lasciava dubbi: James aveva utilizzato le sue unghie ed i suoi denti per smembrarsi finché le forze non lo avevano abbandonato.
Non si era mai visto un suicidio del genere. Sconvolte, le autorità riuscirono però a trovare un movente, interrogando i pochi conoscenti dell' uomo.
James Nemìso si era allontanato da amici e parenti, diventando sempre più schivo ed inavvicinabile, dalla morte di sua madre.
Da quando era bambino.
Da quando aveva undici anni.

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